
Se hai bisogno di una pausa dalla frenesia della vita quotidiana e vuoi vivere un’esperienza fuori porta nella magica terra sarda…
Un weekend a Bosa potrebbe essere proprio quello che fa per te!
Bosa è decisamente una delle città più affascinanti e pittoresche che possiate trovare nella Sardegna occidentale.
Da quando arriverai nel territorio, noterai l’alternarsi delle montagne con la costa frastagliata, e verrai rapito dai sapori del cibo sardo e dall’energia trasmessa da questo borgo antico.
In questo articolo sarò la tua guida personale alla scoperta del Borgo di Bosa; fornendoti il mio itinerario di 3 giorni su cosa fare e cosa vedere a Bosa e nei dintorni.
Bosa, situata sulla costa ovest della Sardegna, è stata la seconda tappa del mio “Viaggio On the Road in Sardegna”, una rubrica realizzata in collaborazione con EcoBnb, in cui sono andata alla scoperta di diversi paesi della Sardegna in modo responsabile e sostenibile. 🌱

Cosa fare e vedere a Bosa
Bosa è un borgo davvero suggestivo, famoso soprattutto per la presenza di case colorate nel quartiere del centro storico.
È il luogo ideale per tutte quelle persone che vogliono vivere una vacanza tranquilla, lontano dal turismo di massa. Ma, al tempo stesso, è il luogo perfetto per fare avventure all’aria aperta o trascorrere giornate alla scoperta del territorio e della sua storia.
Bosa sorge sulle sponde del fiume Temo, l’unico fiume navigabile in Sardegna che un tempo era un elemento fondamentale da cui dipendeva l’economia del paese. Infatti proprio difronte si possono notare le concerie, luoghi in cui un tempo veniva lavorato il pellame per creare il cuoio.
Ma quindi quali sono le 5 cose da fare e vedere in questo borgo?
Che tu inizi dal centro storico del piccolo borgo, sulle sponde del fiume, o nel territorio circostante, Bosa ha tantissimi scorci che non puoi assolutamente perderti.
Quindi prenditi almeno 3 giorni della tua vacanza per esplorare questo borgo dalle mille sfaccettature in lungo e in largo.
- Esplora le strette viuzze medievali del centro storico in cui sono presente le casette colorate. Il quartiere prende il nome di “Sa Costa” e ti sorprenderà sempre di più man mano che salirai le scalinate in pietra.
- Visita il Castello dei Malaspina che si trovo nel colle di Serravalle e la chiesetta di Nostra Signora di Regnos Altos, edificata nel 1300.
- Escursione in battello o canoa lungo il fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna per 5km: dalla canoa noterai il colle con il Castello e il quartiere “Sa Costa” e le antiche concerie “Sas Conzas”.
- Visitare i posti che raccontano della storia, cultura e arte di Bosa, come il museo di Casa Deriu, e la Pinacoteca Atza, che si trovano nella parte pianeggiante, o “Sa Piatta”.
- Bosa Marina, spiagge e dintorni: un must sono sicuramente le piscine naturali di Cane Malu e la spiaggia di Bosa Marina.
Giorno 1: Check-in a Tresnuraghes, giretto a Bosa e cena in un ristorante tipico.

Il nostro itinerario sostenibile e responsabile alla scoperta di Bosa inizia da Alghero, percorrendo una delle strade panoramiche più belle della Sardegna.
Si tratta della Strada Provinciale 105, che a metà strada tra Alghero a Bosa diventa strada provinciale 49.
Un percorso in cui il mare si alterna con la montagna, e regala sempre tante emozioni a chi la percorre sia in macchina che in moto.
Pensate che anni fa è entrata a far parte del Patrimonio dell’Unesco, proprio per la bellezza del panorama che ti offre.
(PS: Questa strada attraversa l’unico luogo in Sardegna in cui nidificano i grifoni).
Primo stop del nostro itinerario è stata la spiaggia “La Speranza” per goderci un panorama che ti lascia davvero senza fiato.
La Speranza, infatti, è una delle spiagge più ambite dai surfisti, che grazie alle onde presenti la maggior parte dell’anno ti regalano uno spettacolo raro.
Poco prima di arrivare a Bosa, volevamo approfittarne per fare una piccola escursione e raggiungere una cala consigliata anche dai locali.
Direzione: Spiaggia di Compoltittu, una delle baie più suggestive della zona, dove poter ammirare le falesie calcaree, e le acque cristalline.
Questa si trova lungo la litorale Alghero-Bosa ed è facilmente raggiungibile attraverso un sentiero immerso nella macchia mediterranea che si percorre facilmente in 5-10 minuti.
Occorre parcheggiare la macchina nello spiazzo difronte al cartello “Spiaggia di Compoltittu” e seguire il sentiero sulla destra.
Vi troverete difronte a voi una delle calette più belle della Sardegna, col fondale di sabbia, circondata da rocce abbastanza piatte.

Dove alloggiare?

EcoBnb nel cuore di Tresnuraghes
Villa Asfodeli: ecobnb nel cuore di Tresnuraghes
Dopo questa breve escursione, ci siamo rimessi in macchina per raggiungere l’ecobnb in cui avevamo prenotato.
Per vivere una vacanza nel rispetto per l’ambiente, per la comunità locale e nel supporto dell’economia locale, non potevamo non optare per Villa Asfodeli, un alloggio che fin da subito ha rispecchiato i nostri valori e quelli del nostro progetto.
Villa Asfodeli è un albergo diffuso situato nel borgo di Tresnuraghes, ed è stata la scelta migliore che potessimo fare!
Perché prenotare la struttura su EcoBnb?
La scelta dell’alloggio è una delle prime cose che cerco quando sto organizzando un viaggio all’insegna della sostenibilità.
La piattaforma che uso solitamente quando voglio soggiornare in strutture green è sicuramente ecobnb. Si tratta di una piattaforma online che riunisce tutte le strutture sostenibili d’Italia e propone itinerari di viaggio rispettosi dell’ambiente.
Oggigiorno è essenziale scegliere strutture ricettive che si impegnano non solo a seguire pratiche attente all’ambiente all’interno della struttura, ma che supportino l’economia del paese.
Ecobnb è quindi un pezzo del puzzle per organizzare il tuo viaggio lento, e consapevole in Italia, Europa o nel mondo.
Villa Asfodeli: un albergo diffuso nel centro storico di Tresnuraghes.

Abbiamo quindi lasciato la spiaggia di Compoltittu e ci siamo diretti verso il nostro albergo diffuso per effettuare il check in.
Il b&b si trova all’interno di un borgo molto piccolo, in mezzo al verde, e lontano dal caos delle città.
Ad accoglierci è stata Maria Cristina, con un racconto sul loro albergo diffuso, nato con l’obiettivo di ripopolare il borgo di Tresnuraghes.
L’albergo è certificato Ecolabel, in quanto rispettoso di determinati criteri ecologici, e questo è stato un punto a favore nella scelta della struttura.
Situato in mezzo al verde, lontano dal caos delle città, è la scelta perfetta per chi vuole vivere un soggiorno tranquillo in natura.
Dopo una chiacchierata con i proprietari, abbiamo visitato il centro storico di Tresnuraghes, un paesino piccolo, molto caratteristico e pieno di fascino.
Bosa by night: stop a Modolo, aperitivo da Giovanni e cena al Gambero Rosso.

Il tardo pomeriggio è continuato con uno stop velocissimo nel centro storico di Modolo, per godere di un bel tramonto da una piazzetta del borgo.
Modolo è un piccolissimo centro di meno di 200 abitanti della Planargia, a quattro chilometri da Bosa, che eravamo curiosi di visitare e trovandosi abbastanza in alto, si possono osservare bellissimi tramonti.
Ci siamo poi diretti verso Bosa dove abbiamo passeggiato lungo il fiume Temo, che di notte ha un fascino molto particolare, per provare le pizzette di Giovanni: una ver a e propria prelibatezza locale.
Se avete voglia di pizza o anche di gustare qualcosa di veramente buono e fatto da persone del posto, dovete assolutamente provarle!
Per cena, invece, vi consiglio il ristorante “Al Gambero Rosso”, situato subito dopo il ponte vecchio per assaporare una deliziosa cena tipica locale in un ambiente molto informale.
Qui offrono una cena che spazia dai piatti locali a base di pesce, in quanto la pesca è un’attività molto praticata a Bosa, alle pizze.
Ma il locale offre anche diverse opzioni vegetariane, vegane, e senza glutine.
Noi abbiamo deciso di gustare, tra le varie cose, anche S’Azzada, ovvero l’agliata di pesce alla bosana: un piatto davvero tipico che non manca quasi mai nei menù dei rinomati ristoranti di Bosa che cucinano piatti a base di pesce.
E come dessert, non potete non resistere ad una seada, un dolce tipico sardo a base di formaggio, condito con miele o zucchero.
Una delizia per concludere la serata nel migliore dei modi.
Giorno 2: Visita al centro storico di Bosa, pranzo da Bacco Bistrot e escursione in kayak sul fiume Temo.

Il secondo giorno inizia con una vista mozzafiato dalla stanza in cui abbiamo soggiornato.
Alzarsi la mattina, guardare fuori e respirare aria fresca, è semplicemente un privilegio che va ben oltre qualsiasi cosa materiale.
Qui potrai gustare la colazione all’interno, oppure all’esterno, in giardino, specie quando le giornate si scaldano penso che fuori sia l’ideale.
Bosa: il mercato.

Una volta pianificata la giornata, abbiamo preso le nostre cose e ci siamo subito messi in viaggio verso Bosa.
La nostra idea era proprio quella di visitare il borgo in lungo e in largo, perciò abbiamo preso la macchina per raggiungere il borgo colorato.
Se volete essere più responsabili, potete optare per il Bus, che dal centro di Tresnuraghes ci mette 40 minuti per raggiungere Bosa, pagando solo 1,90€.
Non sapendo assolutamente cosa aspettarci, abbiamo avuto la fortuna di scoprire il borgo proprio nel giorno in cui c’era il mercatino locale.
Tantissimi stand lungo delle vie della città vengono allestiti con i prodotto del posto: dalla frutta e verdura fresca, ai vestiti second hand e vintage. Dai tessuti sardi agli accessori per la cucina.
Vi consiglio anche di assaggiare il torrone sardo: un dolce fatto con miele, albume e mandorle o noci: è la fine del mondo.
Visitare i mercati locali è il modo migliore per connettersi al territorio e alle persone e apprezzare tutto ciò che la terra offre.
Acquistare dalle piccole attività commerciali della zona è un buon modo per contribuire positivamente all’economia locale e continuare a portare avanti le tradizioni culturali.
Se capitate proprio nella giornata in cui c’è il mercatino, dovete assolutamente farci un salto!
Bosa: visita al centro storico di Bosa.

Proseguite poi verso la scoperta del borgo, con il Castello di Malaspina, il fiume Temo, e il quartiere Sa Costa, con le sue case multicolore.
Vi sorprenderà come molte vie sono arredate dagli abitanti stessi, riutilizzando vecchie confezioni in latta e dando loro una nuova vita.
Vengono infatti utilizzate come vasi ornamentali e appesi nel muro delle viuzze.
Proseguite nella zona pianeggiante della città, iniziando da Corso Vittorio Emanuele II, con i suoi edifici ottocenteschi tra cui Casa Deriu, e la Pinacoteca Atza.
Scopriamoli insieme. 👇
Museo di Casa Deriu

Casa Deriu è uno degli edifici più caratteristici della zona “Sa Piatta“, l’area del centro storico vicina alTemo. All’interno di questa casa è nato un museo che racchiude lo spirito artistico ed estetico della cittadina.
Al suo interno potrete trovare oggetti e arredi che raccontano la storia e le tradizioni di Bosa.
La visita si svolge tramite un percorso circolare: dall’ingresso accederai al salotto, con pavimento in parquet, decorato con motivi geometrici.
L’ambiente comunica con la camera da letto, con pavimento in maioliche, dove si conserva il guardaroba originale.
Passerai poi alla sala da pranzo e da qui, attraverso un corridoio con tramezzi in legno, nuovamente al pianerottolo.
Al terzo piano è ospitata una mostra permanente dedicata alla vena artistica di Melkiorre Melis, nato a Bosa nel 1889.
Egli nel corso della sua vita si è dedicato non solo alla pittura, con influenze africane, ma anche alla pubblicità e alla ceramica.
Pinacoteca Atza

Difronte a Casa Deriu, vi consiglio di fare un salto anche nella Pinacoteca Atza. Noi siamo stati accompagnati in entrambe le visite da una guida ed è stato molto bello perché dava un valore aggiunto al racconto.
La Pinacoteca Atza è dedicata ad Antonio Atza, uno dei maggiori esponenti di arte visuale in Sardegna nella seconda metà del 20esimo secolo.
L’’esposizione, suddivisa in diverse sale, permette di conoscere il percorso dell’artista dalle primissime esecuzioni realistiche.
Quartiere Sa Costa

Procediamo la passeggiata nel quartiere delle casette colorate e ci fermiamo nella piazzetta. Questo è un punto di ritrovo di chi abita lì, e se avete fortuna come noi, potete chiacchierare con qualcuno locale.
Noi abbiamo incontrato una signora che ci ha raccontato quanto si stia bene vivere nel centro di Bosa.
Un luogo tranquillo, poco disturbato e in cui crei un’ecosistema sano in cui vivere.
Il quartiere è veramente bello, coloratissimo e sembra di essere catapultati indietro nel tempo: le strade del borgo sono un miscuglio di pietra e ciottoli.
Ai lati spicca il colore delle case di Bosa: le facciate sono solitamente in trachite rossa ma possono essere dipinte e personalizzate a colori pastello.
Ed è questo ciò che rende Bosa “un borgo dipinto”.
Prendiamo poi le scale, poste ad una delle estremità lungo le pendici del Colle: “s’iscala ‘esa rosa” o “s’iscala ‘e s’ainu”.
Una volta arrivati in cima vi ritroverete alle vostre spalle una vista mozzafiato: le casette di Bosa e il fiume Temo.
Castello di Serravalle o dei Malaspina

Continuando il cammino, sulla vostra destra verrete colpiti dalla maestosità del Castello di Serravalle, una fortezza risalente all’inizio del XII secolo, avvolto da racconti leggendari.
Noi lo abbiamo trovato chiuso a causa del cambio di gestione della struttura, ma voi dovete assolutamente visitarlo. Io l’ho visitato qualche mese dopo ed è stato fantastico. Tutto attorno vi è una cinta muraria e sette torri quadrate. Dentro le mura c’è la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos (XIV-XV secolo), impreziosita da affreschi spagnoli.
Dal castello godrai di uno spettacolare panorama sulle casette colorate, sulle antiche concerie e sul Ponte Vecchio che collega le due rive.
Dove mangiare: Bacco Bistrot

L’ora di pranzo è arrivata e noi volevamo gustare qualche piatto tipico sardo. Non potevamo fare scelta migliore optando per Bacco Bistrot, un locale carino e sardo, in cui gustare piatti della tradizione bosana.
Appena arrivi, si sente già l’aria di Sardegna, accentuata dalle foto di diverse donne sarde che indossano l’abito tipico del loro paese.
Entri nel locale e noti gli arredamenti interni sardi: sedie di sughero, accessori fatti dalle donne sarde, come i cesti di asfodelo, e ti innamori a prima vista.
Il menù è ricchissimo, basata molto su offerte di carne e pesce, e ancora troppi pochi piatti vegani bilanciati.
Panini, insalatone, taglieri, ma il pezzo forte è sicuramente il bistoccu: un pane tipico della zona di Montresta che puoi condire con qualsiasi cosa.
Io ne ho scelto uno con carne di bovino, grana padano e melanzane. Era davvero ottimo.
Avventura in Kayak nel Fiume Temo:

La giornata sembra non finire mai: è proprio quello che succede quando ti diverti e ti godi lentamente ogni momento e ogni luogo che visiti.
Durante i nostri viaggi cerchiamo di fare più attività possibili in natura per immergerci a pieno nel territorio, e per tenerci in movimento.
Così abbiamo deciso di affittare delle canoe per qualche ora e attraversare il fiume Temo.
Dobbiamo davvero ringraziare Gianluigi, di Bosa Adventures, per averci affittato le canoe fuori stagione. Dovrebbe essere una cosa normale, se si cerca di promuovere un turismo sostenibile e responsabile, ma purtroppo in Sardegna c’è ancora del lavoro da fare.
Una volta prese le canoe abbiamo iniziato a navigare sul fiume Temo, in cui si respira un’atmosfera suggestiva. Impossibile non rimanere colpito dalla vista sul quartiere di Bosa e dal castello, che sembra assumere le sembianze di un quadro.
La parte navigabile è di 6 km, che permette di raggiungere le antiche rovine del ponte romano, non lontane dalla cattedrale romanica di San Pietro.
Un tragitto emozionante nel cuore della natura più incontaminata, disegnata da questo corso d’acqua che taglia in due la città stessa di Bosa.
Il giro in canoa sul fiume temo è stata una delle esperienze più belle che abbia mai fatto; e per chiunque sia appassionato di sport outdoor o che ami stare all’aria aperta, è qualcosa che non potete non fare.
Tramonto a Porto Alabe.

Lasciate le canoe, vi consigliamo di andare alla ricerca di uno spot per il tramonto. Abbiamo scelto il magico Porto Alabe, da dove inizia un bellissimo sentiero verso la Torre di Columbargia.
Dopo aver visto il tramonto è tempo di decidere dove andare a cenare: volevamo scegliere un paese diverso, e per questo abbiamo optato per Modolo.
Vi avevo già portato in questi piccolo centro, ma ci siamo tornati per assaggiare una delle pizze migliori della zona. Il locale che abbiamo scelto si chiama Sardinieri, un ambiente super accogliente che serve una pizza eccezionale. Io ho preso una pizza vegetariana ed era squisita.
Giorno 3: Visita al Museo delle Conce, aperitivo da Don Carlo Delicatessen, pranzo a Bosa Marina e escursione alla Torre Columbargia.

Museo delle Conce.

Iniziamo la giornata a Bosa facendo una passeggiata verso la parte sinistra del fiume Temo, dove sono ancora presenti le antiche concerie chiamate “Sas Conzas”. Non sono altro che luoghi famosi per la lavorazione delle pelli, soprattutto bovine, che rappresentavano un traino all’economia del comune.
Nel piano terra sono presenti il pozzo per l’acqua, la pressa e i vasconi dove le pelli venivano immerse per la conciatura, la colorazione e il lavaggio.
Al piano superiore si trovavano invece le macchine e gli arnesi per le fasi di asciugatura e finitura.
Un’attività, questa della lavorazione delle pelli, che sembra risalire all’epoca degli antichi romani e che ha poi conosciuto il suo periodo di massima espansione tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, quando Bosa arrivò ad essere considerata la capitale delle concerie.
Dopo aver chiuso nel 1960, nel 1989 è stato dichiarato Museo Nazionale e con un biglietto di 8,50 puoi visitarlo assieme a Casa Deriu, la Raccolta Melchiorre Melis e la Pinacoteca Antonio Atza.
Bosa Marina: pranzo sulla spiaggia.

Pausa pranzo: nonostante fosse Marzo e la giornata un po’ uggiosa, ne abbiamo approfittato per pranzare sulla spiaggia di Bosa Marina.
Un’arenile di sabbia dorata, lungo un chilometro, che grazie alle sue acque limpide e pulite riceve ogni anno le 5 vele blu di Legambiente.
L ambiente ideale in cui rilassarsi, pranzare al sacco o gustare qualche piatto tipico a base di pesce in un ristoranti vista mare.
Purtroppo a Marzo erano ancora tutti chiusi e avrebbero aperto per la stagione, quindi verso fine aprile inizio maggio.
Flussio e Tinnura: i paesi dei Murales.
Dopo la spiaggia, se soggiornate nel nostro stesso albergo diffuso Villa Asfodeli, vi consiglio di prendere le biciclette. Essendo un bike hotel, le forniscono gratuitamente ad ogni cliente, e puoi visitare dei paesi vicini. Noi ne abbiamo visitato due famosi per i loro murales: Flussio e Tinnura.
Flussio.

Il primo borgo in cui ci siamo fermati è stato Flussio, un paese fortemente unito alla natura, in particolare a una pianta erbacea che ne è diventata il simbolo: l’asfodelo.
Aprile è il momento migliore per scoprire questa tradizione: l’asfodelo viene raccolto e messo ad essiccare a fasci in tutte le strade, i cortili e le piazze, e ogni spazio del borgo si copre di questa pianta, creando un’atmosfera unica, da vivere ascoltando la suggestiva leggenda secondo cui fu San Bartolomeo a insegnare agli abitanti del borgo l’arte dell’intreccio.
Un’arte quella dell’intreccio da preservare e che continua ad essere tramandato di generazione in generazione.
Tinnura.

Tinnura è un piccolissimo paese-museo ‘a cielo aperto’ della Planargia, che condivide con il paese citato prima, Flussio, la manifattura di cestini di asfodelo, canna e salice, i murales e la malvasia.
Chiamato il paese dell’arte, è un museo d’arte moderna: nelle suggestive vie e piazzette lastricate, ammirerai monumenti e statue di artisti sardi (tra cui Simplicio Derosas e Pinuccio Sciola) e pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo.
Da visitare anche la seicentesca parrocchiale di Sant’Anna con elegante campanile a bande in mattoni rossi.
Escursione da Porto Alabe a Torre di Columbargia.

Per concludere al meglio la giornata vi consiglio un’escursione nel territorio di Tresnuraghes che parte da Porto Alabe, la marina di Tresnuraghes, fino ad arrivare alla Torre di Columbargia, uno dei presidi del sistema difensivo studiato dagli aragonesi per la difesa delle coste sarde.
Dopo aver parcheggiato l’auto a Porto Alabe si prosegue a piedi lungo il meraviglioso sentiero che costeggia la costa. Ve lo consiglio perché permette di apprezzare davvero il territorio in cui siete immersi.
Durante il percorso ci siamo goduti tutto ciò che avevamo intorno: i profumi della macchina mediterranea e il mare che regala delle emozioni fantastiche.
L’escursione dura 40 minuti e vi sorprenderà ogni particolare. Sarà talmente bella che non vi accorgerete nemmeno del tempo che sarà trascorso.
Io vi consiglio di fermarvi nelle due spiagge che troverete lungo il percorso: sono magnifiche.
Dopo uno stretto “corridoio” di macchia mediterranea” ci sarà una piccola salita che vi porterà alla Torre di Columbargia, una delle 100 Torri in Sardegna.
Durante l’escursione cerca sempre di stare all’interno del sentiero perché potresti calpestare qualche pianta e rovinare il terreno portandolo ad un degrado molto più veloce.
Finalmente arriverai vicino alla Torre di Columbargia, una torre aragonese che spiega come la sua influenza sia ancora forte in Sardegna, e che ti regalerà una vista mozzafiato sul mare.
Conclusioni.
Bosa è uno dei borghi più belli d’Italia e visitarlo è sicuramente un must se ti trovi nel territorio sardo.
Dal quartiere “Sa Costa” con le case colorate e le viuzze, al castello di Mapalspina, alla bellezza del Fiume Temo, Bosa è davvero unica!
Un borgo caratterizzato da un forte richiamo artistico che puoi rivivere attraverso il Museo di Casa Deriu e la Pinacoteca Atza, e in cui puoi gustare delle prelibatezze locali in posti come Bacco Bistrot e Al Gambero Rosso.
Immancabile una tappa nelle sue spiagge, Bosa Marina, premiata da Legambiente per la pulizia delle acque o un tuffo dalle rocce vulcaniche di Cane Malu, tappa imperdibile in qualsiasi periodo dell’anno.
Scegliere dove alloggiare è molto importante e per questo abbiamo scelto Villa Asfodeli, un ecobnb situato a Tresnuraghes.
Da li ci si può spostarei in bici, in macchina o in bus e visitare altri due paesini famosi per la produzione di asfodelo e per i murales: Flussio e Tinnura.
Visita poi il centro storico di piccoli paesini come Tresnuraghes e Modolo, per respirare l’identità del paese e vivere esperienze uniche ed immersive.
Il nostro viaggio responsabile nel territorio di Bosa e Tresnuraghes finisce qua e spero che con i miei consigli possa vivere un’esperienza di viaggio all’insegna della sostenibilità e della responsabilità.
Ma come si arriva a Bosa?
Dalla città in cui vivo io che è Alghero, Bosa è raggiungibile sia attraverso il bus, sia con macchina o moto. Ci sarebbe anche il treno, ma non arriva direttamente a Bosa, bensì a Macomer. Da lì poi dovresti prendere un ulteriore bus, che ti porta in città. Tutto questo ovviamente se compatibile con gli orari.
Controlla bene si il sito trenitalia.it per i treni che però arriva fino a Macomer, che dista 29km da Bosa, raggiungibile poi in pullman. (Si guardi per i collegamenti il sito della ARST)
Oppure si potrebbe scegliere di condividere la macchina con qualcuno o sfruttare il car-pooling con bla bla car.
Ma per chi arriva da fuori, ora vediamo in quali modi è possibile raggiungerla.
Raggiungere Bosa in aereo. 🛩
Se volete trascorrere solo qualche giorno nel borgo di Bosa e nei suoi dintorni, la soluzione ideale è quella di optare per l’aereo.
L’aeroporto più vicino a Bosa è quello di Alghero-Fertilia (AHO), e potresti approfittarne per fermarti anche la qualche giorno.
Una volta atterrati ci sono diverse corse dei bus che vi permettono di raggiungere il borgo di Bosa in meno di 2 ore, in modo economico e sostenibile.
O se preferite, ci sono diversi servizi di noleggio auto e moto in aeroporto che ti consentono di essere indipendente per tutta la tua vacanza.
Optate, se possibile, per un veicolo elettrico, e cercate di riempire la macchina.
Un’altra possibile soluzione è l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, collegata meglio al resto d’Italia e anche d’Europa, qualora la vostra vacanza voglia iniziare nella parte est dell’isola.
Da lì è disponibile un treno che ti permette di raggiungere Macomer e per poi prendere un ulteriore pullman per Bosa.
Raggiungere Bosa in nave. 🛳
Se la vostra idea, invece, è di fermarvi a Bosa per più di qualche giorno e magari volete proseguire e visitare altre località, vi consiglio di arrivare via mare, portando con voi la vostra vettura. In questo modo evitate la spesa del noleggio e se siete almeno in 5 a riempirla è un plus sia dal punto di vista ambientale, che economico.
Il porto più vicino è quello di Porto Torres e dista circa 1 ora e 25 dal centro della città di Bosa, con gli imbarchi da Genova o Civitavecchia.
Come ci si sposta all’interno di Bosa?
Qua dipende da te, dall’efficienza dei mezzi pubblici e da come hai organizzato la tua vacanza.
Un modo comune per girare Bosa è camminare🧍♀️, ed è quello che abbiamo fatto noi.
Essendo molto piccola, tutto è concentrato nel suo centro storico, nella parte pianeggiante e in Bosa marina. Perciò è facilmente accessibile a piedi, ed è il modo migliore per scoprirla.
Un altro modo per spostarsi a Bosa è con una bicicletta 🚴♀️, grazie alla quale puoi apprezzare meglio tutto ciò che c’è la fuori.
Ma se devi percorrere lunghe distanze, senza rinunciare alla comodità puoi usufruire dei mezzi pubblici .
O ancora, se vuoi essere indipendente e hai organizzato l’itinerario nei minimi dettagli, puoi noleggiare un auto, o arrivare direttamente con quella), o una moto.
L’ultimo, specialmente, è il mezzo più divertente con cui girare in Sardegna perché ti godi maggiormente il panorama e raggiungi qualsiasi posto molto velocemente.
Perciò i consigli che mi viene da dirvi sono di spostarsi a piedi dentro il borgo e godersi la giornata con tutta la calma di questo mondo. Usate la bicicletta per spostarvi nei paesini vicini e anche fuori dal borgo. È pratica e vi permette di raggiungere velocemente qualsiasi posto.

Grazie per essere arrivato fin qui a leggere e ora voglio sapere da te se hai già visitato questo borgo o se hai intenzione di farlo.
Ti aspetto nei commenti ❤️
Ps. Se ti va, seguimi anche su Instagram: Viaggiare Green



